Capsule Caffè: Utili ma Quanto Spreco


Capsule Caffè

E' stata una bevanda della tradizione araba per parecchi secoli, fino a quando nel XVII secolo degli olandesi arrivarono alla città di Mokha e cominciarono a commercializzarlo.

Quattro secoli dopo il caffè è un rito diffuso a livello globale, i suoi chicchi sono la commodity più commercializzata al mondo dopo il petrolio con un volume d'affari di 11.23 miliardi di euro, un consumo di 400 miliardi di tazzine all'anno, circa 12.000 ogni secondo.

Nello scorso secolo il consumo casalingo di caffè è girato intorno all'uso della caffettiera Moka, storica invenzione degli anni 30 ad opera dell'ingegnere Alfonso Bialetti. Con l'inizio del XXI secolo, la storica macchinetta sta lasciando gradualmente il passo alle macchine per caffè con capsule, un po' per la campagna di marketing presentataci quotidianamente dai media, un po' per la comodità di questo nuovo sistema, capace di preparare un caffè di buona qualità.

Le nuove macchine del caffè vanno a capsule, piccoli contenitori in plastica o alluminio che hanno al loro interno il caffè macinato pronto per l'infusione. Queste capsule dal design pulito e accattivante sono sempre più motivo di discussione da parte di chi le ritiene una minaccia ambientale di dimensioni enormi.

Non è passato così molto tempo prima che ci manifestassero i primi episodi di dissenso. Due anni fa la città tedesca di Amburgo ha introdotto un divieto di acquisto delle capsule, giustificando la decisione come un'azione per la salvaguardia dell'ambiente. Il report afferma che "le capsule rappresentanto uno spreco evitabile e contengono alluminio, materiale inquinante". Un portavoce del dipartimento dell'ambiente ha aggiunto che queste "non si possono riciclare facilmente in quanto composte da un insieme di plastiche e alluminio che il consumatore finale non può separare agevolmente".

Ogni volta che si consuma un caffè con il sistema a cialde, 3 grammi di plastica e alluminio vengono gettati nei rifiuti. Se moltiplichiamo questo scarto per un consumo giornaliero superiore ai 100 milioni di capsule, possiamo comprendere l'entità di questo fenomeno.

Sebbene la macchina Nespresso sia un'idea piuttosto recente, il brevetto della capsula per il caffè esiste da circa 40 anni e la casa svizzera ha registrato 254 brevetti per "un sistema usa e getta del consumo di caffè".

Oggi le cialde rappresentano circa il 40% del mercato europeo del caffè, con una crescita annua del 9% dal 2011. Secondo gli analisti, le vendite cresceranno stabilmente fino al 2020, quando la produzione raggiungerà quelle delle bustine di té.

Ross Colbert, analista di Rabobank, ritiene che "è un prodotto ben adottato dai consumatori, permette un caffè in tempi rapidi, senza sporcare e con la possibilità di scegliere ogni giorno una varietà diversa". Sempre secondo Colbert però, "le vendite stanno gradualmente rallentando in quanto in molti si pongono il problema di come smaltire gli scarti". L'inventore di una di questa capsule negli USA, John Sylvan, ha dichiarato ufficialmente di "rimpiangere la sua invenzione", per le serie conseguenze che pone verso l'ambiente.

Altri condividono la sua preoccupazione: "Si parla così tanto di rispetto per l'ambiente, e sotto molti aspetti stiamo facendo dei progressi", dice Doug Leblanc, il proprietario di una catena canadese di caffè, "e riusciamo a gettare della plastica pure quando consumiamo una tazzina di caffè, nonostante esistano altri metodi per la prepazione migliori e che hanno meno impatto per l'ambiente".

La Nespresso ha dichiarato che la decisione del comune di Amburgo ha permesso loro di "aumentare l'attenzione verso l'ambiente all'interno del nostro processo produttivo".

La multinazionale ha sviluppato un programma di riciclaggio, nel quale si impegna a raccogliere le capsule per il riutilizzo. Un portavoce della Nestlè ha dichiarato che la società ha messo in piedi un sistema per il recupero ecologico delle capsule disperso in 14000 punti di raccolta in 31 Paesi, tra cui l'Italia, che permetterebbe fino all'80% di riciclaggio delle capsule usate.

"Ci impegniamo a fare di più in termini di comunicazione verso il consumatore", ha aggiunto il portavoce Nestlè, "per rassicurarsi che il messaggio sul come e dove e riciclare sia ben compreso".

Il problema non risiede solo nel dopo il consumo, comunque. Infatti la Quantis, compagnia di ricerca, ha svolto un analisi e concluso che il 20% dell'impatto ambientale avviene ancora prima del consumo. L'operazione di incapsulamento infatti richiede sprechi ed energia elettrica. Il direttore dell'Ufficio Europeo per l'Ambiente ricorda che il riciclaggio è "l'ultima spiaggia, andrebbero favoriti sempre i sistemi che generano meno scarto, con o senza riciclaggio".

Per fortuna, alcuni stanno studiando alcuni materiali alternativi da introdurre a breve sul mercato. Eason Chow, un designer di Singapore, ha proposto una soluzione ispirata alle gomme da masticare, con dello zucchero che si dissolve nel prodotto finale.

Ma la soluzione più credibile per il momento è quella proposta dal Caffé Vergnano, con una capsula in fibre vegetali biocompatibili e 100% biodegradabili, adatti per le macchine Nespresso, ad oggi le più diffuse.

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